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Innovazione e nuove tecnologie per la depurazione dell’acqua

    nuove tecnologie per la depurazione dell'acqua

    La necessità per il mondo intero di avere sempre a disposizione alta mole d’acqua, richiede la realizzazione di impianti di depurazione per il riutilizzo delle risorse idriche.

    La tecnologica e l’innovazione a tal proposito stanno facendo passi da gigante, proponendo sempre più spesso nuovi dispositivi elettronici e meccanici capaci di purificare l’acqua e renderla di nuovo utilizzabile, e perché no, anche bevibile.

    Se solo pensassimo alle necessità della popolazione mondiale, capiremo quanto stiamo mettendo a repentaglio le risorse idriche a disposizione.

    Si pensi ad esempio alla situazione del nostro Paese, lampante prova di quanto dispendio d’acqua l’essere umano è capace giorno dopo giorno.

    Si stima infatti che l’Italia sia il Paese più idrovoro in Europa. Siamo anche il primo paese al mondo per consumo di acqua minerale in bottiglia (188 litri pro capite annui).

    Per fortuna, come tanti altri Paesi al mondo, ci stiamo dotando di impianti di depurazione attraverso un livello di tecnologia avanzata, che ha posto in essere nuovi tipi di dispositivi per il riutilizzo idrico.

    Abbiamo chiesto agli amici di hydroitalia.com (Società per il trattamento delle acque industriali) di illustrarci le novità tecnologiche in ambito depurazione dell’acqua. Se sei interessato a questo argomento ti consigliamo di continuare la lettura.

    Gestione del ciclo integrato delle acque

    Un primo strumento innovativo di purificazione dell’acqua volto al suo riutilizzo risiede nella gestione del ciclo integrato delle acque attraverso sofisticati impianti meccanici e digitali che ha importanti finalità.

    In primis, preserva l’acqua per gli usi alimentari, in secondo luogo garantisce disponibilità idriche adeguate ai cittadini e alle attività produttive.

    Grazie alla gestione del ciclo integrato delle acque si può migliorare anche la distribuzione idrica, riutilizzandola seguendo sette fasi: captazione, potabilizzazione, adduzione, distribuzione, fognatura, depurazione, riuso.

    I servizi di gestione del ciclo integrato prevedono anche la realizzazione di soluzioni ingegnerizzate, revamping e ampliamenti degli impianti esistenti.

    Un vero e proprio esperimento ben riuscito, che ha portato molte aziende a progettare e costruire impianti di trattamento delle acque potabili e di processo, nonché depuratori e nuove attrezzature per le reti fognarie.

    Tutti gli impianti sono ingegnerizzati, utilizzano le ultime tecnologie in fatto di componentistica elettronica… infatti i vecchi impianti analogici sono ormai desueti e peccano in efficienza.

    Alcune tipologie impianti di depurazione

    Come anticipato gli impianti per il trattamento dell’acqua sfruttano diverse tecnologie. I modelli più utilizzati oggi, nonché i più all’avanguardia sono:

    • Impianti a fanghi attivi, che funzionano ponendo in essere trattamenti biologico aerobici a biomassa sospesa. Il concetto di questo impianto è utilizzo della flora batterica attiva;
    • Reattori biologici a membrana MBR, grazie ai quali con tecnologico acute si sostituisci il comparto di sedimentazione con uno di filtrazione su membrane;
    • Impianti a biomassa adesa a letto fluido, in cui il fango attivo si lega supporti plastici mobili sospesi all’interno del reattore biologico;
    • Impianti di trattamento acque primarie con ultrafiltrazione. Si tratta di una particolare tecnologia impiegata per separare l’acqua dai solidi sospesi, dai colloidi, dai batteri e dai virus per mezzo di membrane con misura dei pori tra 1 e 100 nm;
    • Impianti ad osmosi inversa, che funzionano attraverso un processo di separazione dei corpi estranei dall’acqua basato su membrane semipermeabili. Queste ultime fanno filtrare l’acqua, ma trattengono i sali in essa disciolti, i batteri ed i colloidi. Per fare ciò si usa ovviamente una soluzione concentrata una pressione superiore a quella osmotica che provoca un flusso inverso attraverso la membrana ottenendo la separazione tra i sali disciolti e l’acqua;
    • Impianti a carbone attivo, che utilizzano appunto questa sostanza per ripulire l’acqua. Questo perché il carbone attivo contiene una rete di minuscoli pori di dimensioni variabili tra i 500 e 1000 nm e una superficie di circa 1000 metri quadri per grammo;
    • Impianti ad elettro deionizzazione, che sono in grado di eliminare gli ioni dall’acqua, combinando resine di scambio e membrane ionoselettive con corrente diretta;
    • Impianti a tecnologia unica, basati su un meccanismo di purificazione combinato ad un sistema di monitoraggio che lavorano ininterrottamente;
    • Impianti a scambio ionico, che sono quelli in cui si rimuove con efficacia le specie ionizzate dall’acqua, scambiandole con ioni H+ e OH-;
    • Impianti ultravioletti, basati sull’uso appunto della luce ultravioletta (UV) che va a foto-ossidare i composti organici e li rimuove poi attraverso uno scambio ionico.

    Lo sviluppo sostenibile della città

    Un operatore del settore idrico deve fare qualunque cosa pur di rendere sostenibile la città attraverso il riutilizzo dell’acqua.

    Gli enti pubblici sono quindi attualmente impegnati a gestire in modo differente l’acqua nelle proprie città, attraverso validi strumenti che possano consentire il recupero di energia e materia dal processo di trattamento dei fanghi di depurazione.

    Si pensi ad esempio a quegli impianti di depurazione altamente tecnologici che permettono di gestire da remoto il loro funzionamento stimando in tempo reale la percentuale di inquinanti in ingresso, come l’azoto, abbattendoli e quindi restituendo acque più pulite.

    Il riutilizzo idrico per l’industria

    Riutilizzare l’acqua è fondamentale anche per i vari settori produttivi dal manifatturiero al Food&Beverage, passando per quello, chimico, farmaceutico e cosmetico, e così via.

    Attraverso l’uso degli impianti descritti è possibile riversare l’acqua depurata nell’ambiente, a patto che essa venga purificata secondo i requisiti riportati nelle Tabelle dell’Allegato 5 del D.Lgs. n. 152/2006.

    È quindi necessario trattare i reflui prodotti dagli stabilimenti produttivi che possono avere anche alte concentrazioni di contaminanti.

    In questo caso vengono impiegati oltre ad impianti tradizionali anche impianti di depurazione chimico fisici cheprima rendono insolubili gli inquinanti e poi separano fisicamente i fanghi dalla parte liquida.

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